Una città diventa casa quando la puoi attraversare senza fretta. A Pavia succede ogni giorno: dal Ponte Coperto al Duomo, passando per San Michele, è poco più di un chilometro, un quarto d'ora di passeggiata, e Milano è a circa mezz'ora di treno. Per molte famiglie e per quasi tutti gli studenti la macchina diventa una scelta, perché qui ci si muove a piedi, in bici e in treno.
In quel quarto d'ora c'è dentro tanto. C'è la basilica dove venivano incoronati i re d'Italia, ci sono i cortili dell'Università e, a pochi chilometri, la Certosa: mezza giornata basta per innamorarsene. C'è il risotto alla certosina, c'è la torta Paradiso, e c'è un'osteria dietro al Duomo che esiste dal 1853. Proprio lì, in piazza Cavagneria, Mino Milani ha ambientato la leggenda dell'ombra bianca, che nelle sere di nebbia torna da sola sotto i portici.
Questa città la scelgono tanti giovani, e presto potrebbe premiare anche chi affitta loro casa. La proposta di bilancio del Governo porta la cedolare sul canone concordato dal 10% al 5%, e all'1% se l'inquilino è giovane. Su un bilocale a 650 euro al mese sono 702 euro in più ogni anno per il proprietario. È ancora un disegno di legge e il Parlamento può cambiarlo, ma la direzione è chiara.
Ecco il pensiero che tengo con me: una casa vale per le sue stanze e per la vita che le sta intorno. Quando cerchi casa a Pavia, guarda anche il tragitto, la piazza sotto casa, il posto per la bici. E se la offri in affitto, fai i conti con calma: le regole si stanno muovendo a favore di chi sceglie il concordato.
Una città così merita case scelte con la stessa calma con cui la si attraversa.
Dario Viola — ABITO, Pavia
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