Lo sapevi che?
L'ombra bianca di piazza Cavagneria: il mistero dietro al Duomo di Pavia
di Dario Viola · · aggiornato il
Tre ragazze, un'ombra bianca e la piazzetta dietro al Duomo: la leggenda nera di piazza Cavagneria, da riscoprire la sera di Halloween.
Ci sono piazze che di giorno sono solo un posto dove prendere un caffè. Poi arriva una sera di fine ottobre, la nebbia sale dal Ticino, i lampioni fanno quel cono giallo sotto i portici, e ti torna in mente una storia. A Pavia quella storia ha un indirizzo preciso: piazza Cavagneria, la piazzetta dietro al Duomo.
È la storia dell'«ombra bianca», quella che molti pavesi ricordano come il fantasma dietro al Duomo e che Mino Milani ha raccontato come il vampiro di piazza Cavagneria. Stasera è Halloween: il momento giusto per raccontarla.
La piazzetta dietro al Duomo
Piazza Cavagneria sta a un centinaio di metri da piazza Duomo, alle spalle della cattedrale, all'angolo con via Rezia. Un lato è a portici, e da lì si vede la grande cupola del Duomo che spunta sopra i tetti. È una delle piazzette più raccolte del centro storico: piccola, chiusa tra le case, con quel silenzio che le piazze grandi non hanno mai.
Chi la frequenta racconta che nel Medioevo si chiamava piazzetta San Savino, che lì si vendevano le scarpe e poi, per molto tempo, il pesce. Ed è proprio una pescivendola ad aprire la nostra storia.

Il Duomo di notte. Piazza Cavagneria è dall'altra parte, dietro l'abside: da sotto i suoi portici si vede la cupola.
Novembre 1841: l'ombra bianca sotto i portici
La città è sotto gli austriaci. È l'alba del 4 novembre e una venditrice di pesce, arrivando in piazza, trova una ragazza seduta contro la prima colonna dei portici, all'angolo con l'allora contrada di San Maiolo, oggi via Rezia. Si chiama Elisa Silvani e non respira più: una ferita al collo.
Pochi giorni dopo all'ospedale San Matteo arriva Ernestina Fontana, tredici anni, con un taglio alla gola. Si salva, ma riesce a dire una cosa sola: l'ha aggredita «un'ombra bianca».
Il commissario Melchiorre Ferrari indaga per mesi senza venirne a capo. Poi, una sera di fine ottobre dell'anno dopo, sente un urlo dalla piazza, corre, vede soltanto una macchia bianca svanire sotto il lampione e inciampa nel corpo di una giovane sarta, Maria Migliazza.

La prima nebbia d'autunno a Pavia: è in sere così, quando le torri si sciolgono nel bianco, che la storia dell'ombra fa più effetto.
Da Pavia alla Transilvania
La svolta arriva da un prete eccentrico, don Cataprani. Passeggiando con il commissario, si ferma in piazza Cavagneria e dice di averla già vista: è quasi la copia di una piazza di Bistrița, in Transilvania, la «piazza delle Fiamme», dove era stato bruciato l'ultimo dei vampiri, il conte Ferencz.
Ferrari ricollega tutto. L'ombra bianca è la giubba chiara dei soldati austriaci; l'arma, una baionetta. Nell'elenco di un reparto appena rientrato a Pavia c'è un soldato che si chiama Ferencz Lajos e viene proprio da Bistrița. Una sera di pioggia il commissario lo ferma in piazza, appena in tempo, prima della quarta vittima. Il soldato verrà fucilato al poligono di tiro, più o meno dove oggi corre viale Sicilia, e sepolto di notte in un punto che nessuno doveva conoscere. Si dice che prima di morire abbia promesso di tornare.
Un dettaglio per chi ama i brividi: Bistrița è la Bistritz da cui parte Jonathan Harker nel Dracula di Bram Stoker, l'ultima tappa prima del castello del conte.
Quanto c'è di vero
Qui serve un po' di onestà. Il racconto che conosciamo è il romanzo di Mino Milani, il grande scrittore pavese: Il vampiro di piazza Cavagneria, uscito nel 1983 e ristampato da Effigie nel 2006 e nel 2016, uno dei casi del commissario Ferrari. Milani parte da un fatto vero, l'esecuzione di un militare austriaco a Pavia in tempo di pace, e ne immagina i retroscena intrecciando cronaca e mito transilvano.
Le versioni che girano non sono d'accordo nemmeno sulle date (c'è chi dice 1841, chi 1842) e nessuna fonte riporta documenti d'archivio sui delitti. Ma le leggende funzionano così: passano di bocca in bocca, perdono i dettagli e guadagnano fascino. Oggi «l'ombra bianca di piazza Cavagneria» è una storia della città, e c'è perfino una visita guidata, «Pavia e i suoi segreti», che tra le vie intorno al Duomo promette di portarvi «sulle tracce di un vampiro».
Piazza Cavagneria oggi
Di sinistro, oggi, non c'è niente. Sotto i portici ci sono negozi e locali, c'è un ingresso laterale del mercato coperto, e c'è un'osteria che porta il nome della cupola e ha notizie che risalgono al 1853: forse l'unica testimone ancora aperta di quegli anni. La sera la piazza si riempie di voci, di studenti, di bicchieri sui tavolini.
Basta però sedersi sotto il portico quando la nebbia sale e la gente se ne va, guardare la prima colonna all'angolo con via Rezia, e la storia torna da sola.
Perché passarci la sera di Halloween
- È a due passi da tutto: piazza Duomo, piazza Vittoria e corso Mazzini sono a pochi minuti a piedi, senza bisogno della macchina.
- Il percorso più bello: si parte dalla facciata illuminata del Duomo, si gira intorno all'abside e si arriva in piazza Cavagneria. Cinque minuti, e si cambia secolo.
- La prova del lampione: fermatevi all'angolo con via Rezia e guardate verso via Paratici, l'antica strada della Goletta, dove il commissario vide sparire l'ombra.
- Il finale giusto: si scende verso il Ticino e si torna dal Ponte Coperto, che di sera, con le luci riflesse nell'acqua, è la cartolina più bella di Pavia.
- Da leggere dopo: il romanzo di Milani si trova ancora in libreria. Letto a casa, con le finestre sul centro storico, fa tutto un altro effetto.

Il Ponte Coperto all'ora blu, con la cupola del Duomo sullo sfondo: il ritorno ideale dopo il giro delle leggende.
Vivere tra i vicoli dietro al Duomo
Chi abita nel centro storico di Pavia queste storie le ha sotto casa. Le piazzette dietro al Duomo, via Rezia, via Paratici, i vicoli intorno all'abside sono tra gli angoli più raccolti della città: case antiche, portici, il mercato a due passi, l'università e il fiume a pochi minuti. È un pezzo di Pavia che si vive a piedi, e che ogni sera regala una luce diversa.
Se vi piace l'idea di una casa con una storia, anche più tranquilla di questa, noi di ABITO conosciamo bene queste strade. E se avete un racconto di quartiere da condividere, magari tramandato dai nonni, scriveteci: le leggende di Pavia ci piace raccoglierle.
Buon Halloween da Pavia.
Fonti
- Mino Milani, «Il vampiro di piazza Cavagneria», racconto in «Storie vere e leggende pavesi», su Pavia e dintorni
- Paola Montonati, «Terrore a Piazza Cavagneria», PaviaFree
- Mino Milani, «Il vampiro di piazza Cavagneria - La ricamatrice», Effigie, 2006 (scheda del libro)
- Mino Milani, «Il vampiro di piazza Cavagneria. Una storia pavese del XIX secolo», Effigie, 2016
- Università di Pavia, fondo Milani: seconda revisione del romanzo pubblicato da Ponzio nel 1983 (Lombardia Archivi)
- Percorsi nell'Ignoto, «Il vampiro di Piazza Cavagneria, Pavia»
- Arte e Musei, visita guidata «Pavia e i suoi segreti»
- Quatarob Pavia, «Il Cupolone, l'osteria più antica in centro a Pavia»
La storia è una leggenda nata dal romanzo di Mino Milani: date e nomi seguono le versioni citate, che in qualche dettaglio non coincidono.
Dario Viola — ABITO, Pavia
Foto da Wikimedia Commons. Nel testo: Zairon (CC BY-SA 4.0); Luce61 (CC BY-SA 3.0); Daniele Piva (CC BY-SA 4.0). Copertina: il Duomo di notte, Zairon (CC BY-SA 4.0) (ritaglio, colori e velo di nebbia).
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