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Il prezzo del vicino non è il prezzo della tua casa

di Dario Viola · 28 settembre 2026

Il prezzo del vicino non è il prezzo della tua casa

Succede quasi sempre allo stesso modo. Ci si siede al tavolo della cucina, arriva il caffè, e prima ancora di aprire la cartellina il proprietario dice il suo numero: «Quello del terzo piano chiede 250.000. La mia è uguale, anzi ha il box.»

È una frase ragionevole. Il vicino è l'unico termine di paragone che uno ha sotto gli occhi tutti i giorni. Il problema è che quel numero non è un prezzo: è una richiesta. E fra le due cose, a Pavia come altrove, può esserci una distanza che si misura in decine di migliaia di euro.

Sui portali vedi quanto si chiede, non quanto si prende

Quando guardi un annuncio stai leggendo una speranza, non un contratto. Il prezzo vero sta nell'atto firmato dal notaio, e quello non è esposto in vetrina. Ecco perché una casa può restare appesa per otto mesi senza che nessuno faccia una proposta: non perché non valga, ma perché il numero in vetrina non è quello a cui il mercato la compra.

E c'è un secondo motivo, meno ovvio: il vicino potrebbe avere una casa diversa dalla tua anche se la pianta è identica.

Il numero che quasi nessuno guarda

Le quotazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate sono pubbliche e gratuite, e dicono una cosa che spiazza quasi tutti. Nel centro storico di Pavia, oggi, per le abitazioni civili:

  • in stato normale: da 2.100 a 2.700 €/mq
  • in stato ottimo: da 3.500 a 4.200 €/mq

Rileggila. Stessa zona, stessa città, e il valore quasi raddoppia a seconda di com'è tenuta la casa. Su ottanta metri quadri parliamo di una forbice che supera i 130.000 euro — dentro lo stesso quartiere, a volte dentro lo stesso palazzo.

Ecco perché «la mia è uguale a quella del vicino» non regge quasi mai: l'impianto, gli infissi, il piano, l'esposizione, l'ascensore, i lavori fatti o non fatti spostano il prezzo più di quanto sposti l'indirizzo.

Cosa succede se parti dal numero sbagliato

Un annuncio ha una sola vera occasione, ed è l'inizio. Nelle prime settimane la casa è una novità: la vedono tutti quelli che stavano già cercando in quella zona, e sono i compratori migliori, quelli pronti.

Se il prezzo è fuori mercato, quelle settimane passano a vuoto. Poi si scende di diecimila, poi di altri cinquemila, poi ancora. Ma ogni ribasso arriva quando l'attenzione è già finita, e soprattutto arriva davanti a un compratore che vede lo storico: vede che la casa è lì da mesi, vede i ritocchi al ribasso, e si fa una domanda sola — cos'ha che non va?

Il paradosso è questo: si parte alti per non svendere, e si finisce per prendere meno di quanto si sarebbe preso partendo dal numero giusto. Con in più mesi di visite inutili.

Come lo affrontiamo noi

Non discutiamo col vicino. Discutere è inutile: chi ha in mente un numero non cambia idea perché qualcuno gli dice che sbaglia, e giustamente si sente dire che casa sua vale meno.

Mettiamo i numeri sul tavolo e lasciamo che li guardi il proprietario. Le quotazioni ufficiali della sua zona. Cosa si è venduto davvero lì intorno. Da quanto tempo sono in vendita le case simili alla sua, e a che prezzo. Poi si sta zitti, perché il conto se lo fa da solo — ed è l'unico conto che convince davvero.

Non è una tecnica. È che un incarico preso al prezzo sbagliato costa più di un incarico non preso: al proprietario costa mesi e denaro, a noi costa la credibilità di quando lo richiamiamo per proporgli di abbassare.

Da dove cominciare, senza impegno

Se sta pensando di vendere, la prima cosa da fare non è chiedere al vicino: è guardare i numeri ufficiali della sua zona. Glieli diamo noi, gratis e in due minuti: poche domande sulla casa e le esce una stima costruita sulle quotazioni dell'Agenzia delle Entrate per il suo indirizzo.

Poi, se vuole un parere che tenga conto di com'è davvero la casa — perché quello un algoritmo non lo vede — veniamo a vederla. Senza impegno, e dicendole anche quando il momento giusto non è adesso.

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Articolo a cura di Dario Viola

"Dopo anni di formazione e una laurea in Giurisprudenza mi sono appassionato alla comunicazione e al marketing immobiliare, affascinato dalle emozioni che le trattative suscitano e costantemente motivato a cercare nuove strategie innovative e digitali."

Co-Founder & Real Estate Agent @abito.pro

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