Università di Pavia: No-Tax Area record, ma esplode la protesta sulle borse di studio
30 apr 2026
L'Università di Pavia sta vivendo una settimana di forti contrasti: da un lato, una riforma storica che la pone all'avanguardia in Italia per l'accessibilità economica; dall'altro, la rabbia degli studenti che lottano per ottenere i fondi minimi di sussistenza.
La "Rivoluzione" delle rette: Isee gratuito fino a 32mila euro
Come riportato da un recente approfondimento de Il Giorno (28 aprile 2026), l’Ateneo pavese è ufficialmente il primo in Italia a estendere la no-tax area fino a 32.000 euro di ISEE. Una mossa audace voluta dal Rettore Alessandro Reali e approvata dal CdA, che alza sensibilmente l'asticella rispetto al precedente limite di 23.000 euro.
I numeri della riforma parlano chiaro:
- 45% degli studenti in corso (o fuori corso da un solo anno) non pagherà alcuna retta.
- 70% della popolazione studentesca vedrà una riduzione della tassazione complessiva.
- Aumenti minimi solo per chi supera la soglia degli 80.000 euro di ISEE (circa il 4% degli iscritti).
"Investire sui giovani è il miglior contributo per il futuro del Paese" ha dichiarato il Rettore Reali, sottolineando come l'eccellenza accademica debba essere un diritto accessibile e non un privilegio per pochi.
L'altra faccia della medaglia: Tende in piazza e borse di studio "fantasma"
Nonostante la buona notizia sulle tasse, il clima in città resta teso. Solo pochi giorni prima (18 aprile 2026), sempre Il Giorno documentava la protesta dell'organizzazione "Cambiare Rotta". Alcune studentesse hanno piantato le tende davanti alla sede dell’Edisu per denunciare una situazione critica: circa il 50% degli studenti idonei è rimasto senza borsa di studio per mancanza di fondi.
Oltre alla carenza di coperture, si registrano ritardi nell'erogazione delle prime rate, mettendo in seria difficoltà chi conta su quei soldi per pagare affitti e bollette. Secondo le denunce dei collettivi studenteschi, mentre l'Ateneo lavora per tagliare le tasse, il sistema regionale e nazionale arranca, lasciando centinaia di ragazzi "idonei ma non beneficiari".
Cosa significa per il futuro di Pavia?
Pavia si conferma una città-laboratorio per il diritto allo studio. Se da una parte l'Università fa da apripista nazionale sulla contribuzione, dall'altra emerge la fragilità di un sistema di welfare studentesco (gestito dagli enti per il diritto allo studio) che fatica a stare al passo con le reali necessità della popolazione universitaria.
Fonti: * Il Giorno - Cronaca di Pavia, "Pavia, iscrizione gratuita per gli studenti universitari con Isee fino a 32mila euro", 28 aprile 2026.
- Il Giorno - Cronaca di Pavia, "Borse di studio in ritardo e nemmeno per tutti: Metà restano senza", 18 aprile 2026.
Articolo a cura di Dario Viola
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