Mussolini ha rischiato il tuffo nel Ticino! Il debutto folle dell'Idroscalo di Pavia.

Mussolini ha rischiato il tuffo nel Ticino! Il debutto folle dell'Idroscalo di Pavia.

23 apr 2026

Pavia, 1° aprile 1926. Non è un pesce d'aprile, ma la nascita dell'aviazione commerciale italiana. Mentre oggi guardiamo all'Idroscalo come a un affascinante scheletro industriale sul Ticino, cento anni fa quel luogo era il "Gate 1" di un'Italia che sognava in grande. Tra passerelle che crollano, auto da corsa e passeggeri decisamente stravaganti, ecco la cronaca di una giornata che rischiò di finire in tragedia (e in commedia).

Un biglietto per "pochi eletti": il lusso di volare nel 1926

Immaginate di dover sborsare 375 lire per un viaggio. Per l'epoca, si trattava di una cifra astronomica, pari a uno stipendio medio-alto mensile. Eppure, la posta in gioco era altissima: la società SISA (Società Italiana Servizi Aerei) inaugurava la rotta Trieste-Venezia-Pavia-Torino.

Due idrovolanti, motori che ruggivano sulle acque del Ticino e un sistema di trasporto che accorciava le distanze in un modo allora inimmaginabile. Pavia non era solo una tappa: era lo snodo strategico tra l'Adriatico e le zone industriali del Nord.

Il "caos" dell'inaugurazione: il Duce e la passerella cedevole

Secondo le ricerche dello storico pavese Pier Vittorio Chierico, l'evento fu tutto meno che ordinato. Benito Mussolini, arrivato da Milano a bordo della sua leggendaria Alfa Romeo rossa, aveva avvisato le autorità locali solo il giorno prima.

Il risultato? Una folla oceanica e disorganizzata. L'idroscalo era ancora un cantiere: c'erano le piattaforme e i pilastri, ma le strutture di sicurezza latitavano. Durante la calca, una passerella provvisoria cedette. Molti dei presenti finirono direttamente nelle acque gelide del fiume. Lo stesso Mussolini venne afferrato per un braccio da un solerte funzionario proprio mentre stava per scivolare: un istante di ritardo e il capo del governo si sarebbe ritrovato a mollo nel Ticino davanti a fotografi e dignitari.

Cani di lusso e piloti audaci

L'elenco dei passeggeri sembra uscito da un romanzo di Scott Fitzgerald. Tra i pionieri che testarono la linea ci fu anche Ettore Bugatti, il fondatore della mitica casa automobilistica, che non rinunciò al comfort del suo fox terrier, imbarcandolo con sé sul volo inaugurale.

Il servizio era operato con idrovolanti monomotore, mezzi che richiedevano un'abilità straordinaria per decollare e ammarare seguendo le correnti e i capricci del fiume, specialmente nei periodi di magra o di piena.

La fine di un'era e il sogno del centenario

Nonostante l'entusiasmo iniziale, l'avventura commerciale dell'Idroscalo di Pavia durò solo sette anni. Nel 1932 la linea venne sospesa, vittima dei costi elevati e dell'evoluzione tecnologica che stava spostando l'aviazione verso le piste di terra.

Oggi, a ridosso del centenario (2026), l'Idroscalo è al centro di un dibattito culturale e urbanistico. Le foto di Marcella Milani hanno riacceso i riflettori su questo gioiello di archeologia industriale. L'obiettivo? Una riconversione che possa trasformare i vecchi pilastri in un centro di aggregazione o in un museo, restituendo alla città un pezzo fondamentale della sua identità aviatoria.

?? Fonti e riferimenti bibliografici

Per la stesura di questo articolo sono state consultate le seguenti fonti:

  1. Lanzetti, Eleonora, "Idroscalo di Pavia, la prima linea commerciale italiana con due idrovolanti inaugurata il 1° aprile 1926. Gli eventi per il centenario", pubblicato su Il Corriere della Sera (Edizione Milano), 24 marzo 2026.
  2. Chierico, Pier Vittorio, Ricerche storiche e archivistiche sull'aviazione locale e sulla SISA (Società Italiana Servizi Aerei).
  3. Milani, Marcella, Documentazione fotografica e reportage sull'archeologia industriale pavese.
  4. Archivi Storici SISA, Dati relativi alla rotta Trieste-Venezia-Pavia-Torino (1926-1932).

Articolo a cura di Dario Viola

"Dopo anni di formazione e una laurea in Giurisprudenza mi sono appassionato alla comunicazione e al marketing immobiliare, affascinato dalle emozioni che le trattative suscitano e costantemente motivato a cercare nuove strategie innovative e digitali."

Co-Founder & Real Estate Agent @abito.pro

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